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martedì 4 novembre 2014

Curare il disagio senza psicofarmaci: il Metodo della Salute

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Drogati, alcolizzati, disagiati, psicotici, depressi, violenti, asociali, dissociati. Quanti termini utilizziamo quotidianamente per indicare persone affette da qualche problematica profonda, da qualche squilibrio interiore, da qualche disagio inconsapevole. Come sappiamo, purtroppo, ogni definizione si porta però dietro una ghettizzazione, costruisce un recinto e contribuisce ad isolare, esaltare la solitudine e acuire la sofferenza. In realtà, dietro tutte queste problematiche si nasconde una causa comune, quello che nel Metodo alla Salute  viene chiamato “disagio diffuso (1)”. Questo può essere “asintomatico”, quindi spesso inconsapevole, o “sintomatico”, ovvero che si può manifestare, ad esempio, nelle forme elencate precedentemente.

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giovedì 16 ottobre 2014

Allarme depressione giovani, 60% dei casi i sintomi nell'adolescenza

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In Italia, 7 pazienti depressi su 10 attendono un anno prima di ricevere un trattamento farmacologico. E solo il 40% di loro risponde in maniera soddisfacente alla terapia e non presenta ricadute. In media, passano ventiquattro mesi prima che la diagnosi sia chiara. Un lasso di tempo troppo lungo che può anche rivelarsi fatale: nel 47% dei casi il disturbo diventa cronico e porta così a un peggioramento significativo della qualità di vita.

"Nel nostro Paese la depressione maggiore colpisce 7,5 milioni di persone, il 12,5% della popolazione. Ma sono numeri sicuramente sottostimati. È la prima causa di disabilità, ma il difficile inquadramento del problema genera ancora molta confusione - commenta Emilio Sacchetti, presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP) -. Un periodo di tristezza momentaneo in seguito a delusioni, lutti o insuccessi personali non significa essere malati. La depressione può anche non avere cause apparenti.

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Stalking: misure contro gli atti persecutori

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Pene fino a 4 anni di reclusione per molestie reiterate (il c.d. stalking) che possono essere aumentate se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato/divorziato - o da persona che sia stata legata da relazione affettiva - ovvero ai danni di un minore, di donna in stato di gravidanza o di soggetto disabile.

E' quanto prevede il Disegno di Legge approvato dalla Camera dei Deputati il 29 gennaio 2009 con il quale vengono predisposte misure idonee a contrastare i fenomeni persecutori.

In particolare, il provvedimento introduce nel nostro codice penale il reato di stalking (articolo 612-bis, atti persecutori), relativo cioè al comportamento di chi "con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita".

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La normalità del disagio minorile nella società dei consumi

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Uno degli orientamenti metodologici più diffusi della sociologia è quello di studiare la devianza per comprendere la normalità, nell’assunto che, solo infrangendo la norma è possibile conoscerne i limiti, i confini, gli spazi di applicazione, l’intensità con cui è rispettata.

In quel che segue, invece, si seguirà un orientamento opposto: studiare la normalità per comprendere la devianza e il disagio, nell’assunto che determinati fenomeni odierni non possano essere correttamente compresi se non nel contesto più generale delle tendenze prevalenti nella nostra società.

La nostra epoca, variamente definita società della globalizzazione, del consumo, della seconda modernità, della modernità liquida, della post-modernità, della fine delle ideologie ecc., si caratterizza per alcuni orientamenti di scenario, apparentemente neutri, che tracciano, implicandoli, paralleli orientamenti etici, valoriali, esistenziali che "scorrono" nelle nostre vite, condizionandole, anche se non sempre ce ne rendiamo conto.

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martedì 14 ottobre 2014

Lo stato di salute della Sanità italiana

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Ticket troppo onerosi, difficoltà d’accesso alle cure, liste d’attesa lunghissime: ecco i risultati del XVII rapporto “Sanità in cerca di cura”

Chi ha bisogno di una mammografia deve attendere, in media, 14 mesi. Per un elettrocardiogramma ne devono passare 9. Per chi ha la sfortuna di doversi operare di ernia del disco o varici, il tempo di attesa è di 2 anni (parliamo di ospedali pubblici, chiaramente). È uno dei problemi che emergono dal 17° Rapporto Pit Salute “(Sanità) in cerca di cura”, presentato oggi a Roma dal Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. Nel rapporto si segnalano, in particolare, tutte “le difficoltà economiche, i costi crescenti dei servizi sanitari e le difficoltà di accesso” che, addirittura, “spingono i cittadini a rinunciare alle cure e sacrificare la propria salute”. In effetti, raccontano da Cittadinanzattiva, la situazione della sanità pubblica italiana è abbastanza sconfortante. Delle oltre 24mila segnalazioni arrivate nel 2013, quasi un quarto riguarda la difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, determinata da liste d’attesa troppo lunghe, ticket troppo costosi e dall’intramoenia insostenibile (cioè l’attività svolta dai medici in forma privata all’interno di strutture pubbliche).

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Giustizia sociale, l’Italia fa meglio solo di Grecia, Romania, Bulgaria e Ungheria

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La classifica dell'EU Social Justice Index 2014. Jörg Dräger, membro del consiglio direttivo SIM Europe: "Se una simile situazione dovesse continuare ancora a lungo o addirittura peggiorare, l'intero progetto di integrazione europea si troverà in serio pericolo"
Giustizia sociale, l’Italia è quintultima in Europa. Peggio solo Grecia, Romania, Bulgaria e Ungheria. L’impietosa fotografia è dell’EU Social Justice Index 2014, un progetto di ricerca della della London School of Economics e della fondazione tedesca Bertelsmann Stiftung, che incrocia i dati dei 28 Paesi Ue per quanto riguarda povertà, educazione, lavoro, sanità e coesione sociale. Malissimo la “giustizia generazionale”, con i giovani italiani in fondo alle classifiche su lavoro e inclusione sociale.

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domenica 12 ottobre 2014

Confcommercio: disagio sociale in leggero calo, ma allarme resta alto

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Nello scorso mese di agosto, l’indice di disagio sociale (Mic) ha subito una lievissima diminuzione, attestandosi al 20,6% (-0,3% rispetto al mese precedente). A certificarlo è stato ieri l’Ufficio Studi Confcommercio, che ha reso noti gli ultimi rilevamenti disponibili sul Misery Index, che tiene conto dello stato di (dis)occupazione nazionale e della variazione dei prezzi di beni e servizi ad alta frequenza.

La leggere contrazione del disagio sociale registrata ad agosto è da imputare, secondo i tecnici di Confcommercio, al calo della disoccupazione che dal 12,6% di luglio è scesa al 12,3% (-82 mila unità) e alla stabilità dell’inflazione del cosiddetto carrello della spesa, rimasta ferma allo 0,2%. Ma le buone notizie finiscono qui perché, rispetto al 2007, l’indice di miseria sociale registrato dall’associazione dei commercianti ha subito un aumento considerevole passando dal 12% di 7 anni fa al picco massimo di 21,6% rilevato nel gennaio del 2014.

Lo stato di allarme resta, insomma, particolarmente alto anche perché – hanno precisato dalla Confcommercio – in assenza di un consolidamento dei miglioramenti rilevati sul versante del mercato del lavoro (che non hanno, però, coinvolto i giovani la cui disoccupazione, come è ben noto, continua a “galoppare”), l’indice di disagio sociale tornerà a salire.

A spiegarlo meglio è stato il presidente dell’Ufficio Studi, Mariano Bella: “Negli ultimi tre mesi - ha detto - grazie a una riduzione dei prezzi, che per alcuni prefigura una deflazione, c’è stata una leggera riduzione dell’area del disagio sociale. Certo bisogna ammettere che la disoccupazione è crescente, mese dopo mese, che il numero dei cassintegrati a zero ore è ancora in aumento e che l’area dello scoraggiamento è purtroppo in crescita”.

“Noi stiamo lottando con tutte le nostre forze - ha continuato Bella - perché le risorse derivanti dalla lotta all’evasione e all’elusione vengano restituite ai legittimi proprietari, cioè ai contribuenti in regola, perché ci sembra l’unica possibilità per sostenere la domanda interna e quindi per riassorbire le aree di disoccupazione, di cassa integrazione e di scoraggiamento”.

fonte: www.newnotizie.it

Disagio sociale a livelli record: i tempi di Frau Merkel

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C’è una domanda che ormai ci poniamo tutti e ad ansia crescente: quando riusciremo ad uscire da questa crisi. Doveva finire nel 2012 e poi nel 2013 e infine nell’anno in corso, ma i dati parlano chiaro: gli indicatori continuano a peggiorare e non si intravede alcuna speranza per il 2015 e il 2016.

L’OCSE (Organizazzione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa) ha drasticamente tagliato le stime di crescita dell’economia italiana posizionandola addirittura a -0,4% nell’anno in corso, l’unico Paese del G7 a registrare una crescita negativa; mentre Mario Draghi, presidente della BCE (Banca Centrale Europea), avverte che l’economia europea presenta segni di peggioramento: “La ripresa nella zona euro sta perdendo impulso, la crescita del Pil si è fermata nel secondo trimestre, le informazioni sulle condizioni economiche ricevute durante l’estate sono state più deboli del previsto e i rischi sono chiaramente al ribasso”.

Intanto l’Italia non può sperare in un effetto trainante da parte dell’Unione Europea. Un aiuto potrebbe venire dalla Germania qualora accettasse di ridurre le tasse sul lavoro e aumentasse gi investimenti pubblici, seguendo il suggerimento di Joerg Asmussen, sottosegretario al lavoro della Spd nel governo Merkel e di Benoit Coeuré, membro della BCE, ma fino ad ora l’invito non è stato accettato.

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Pensionati sull’orlo della crisi: Disagio sociale e impoverimento per il 44% di loro

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Le condizioni di disagio sociale e impoverimento dei pensionati si stanno aggravando a causa della pressione fiscale e dell’insufficiente adeguamento delle pensioni al costo della vita.

L’aumento delle addizionali locali e il mancato recupero del drenaggio fiscale hanno ridotto il potere di acquisto soprattutto per i 7,4 milioni di pensionati, il 44% del totale, che vivono in semipoverta’ con una pensione inferiore a 1.000 euro lordi mensili.

Questo il quadro che emerge dal rapporto sul potere di acquisto delle pensioni dal titolo “Politiche fiscali, indicizzazione e progressivo impoverimento delle pensioni” realizzato dal Cupla in collaborazione con il Cer – Centro Europa ricerche – presentato oggi al Teatro Quirino di Roma.

“Pensioni d’oro? “Qui, di certo, non le abbiamo mai viste”, chiarisce subito il presidente del Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo (Cupla), Renato Borghi.

L’impoverimento dei pensionati – si legge nel rapporto supportato da una approfondita analisi che tiene conto dei mutamenti delle regole di indicizzazione delle pensioni dalla riforma Dini (1995) ad oggi – non e’ solo un effetto del crescente peso del fisco. Il meccanismo di adeguamento annuale del valore delle pensioni all’inflazione non ha protetto ne’ le pensioni di importo basso, ne’ quelle di importo medio e alto.

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venerdì 10 ottobre 2014

Disagio sociale in aumento: pesano disoccupazione e stallo dei consumi

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Aumenta il disagio sociale in Italia, con la situazione occupazione che peggiora e i consumi fermi. A documentare la situazione di crisi il misery index di Confcommercio, in crescita dello 0,3% a gennaio. Nello stesso mese i disoccupati si sono attestati a quota 3 milioni 293mila, con una crescita di 60 mila unità su dicembre e 260mila rispetto allo stesso periodo 2012.

In gennaio il tasso di disoccupazione ufficiale - spiega l'ufficio studi di Confcommercio - è aumentato di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente attestandosi al 12,9%, in aumento di 1,1 punti su base annua. Il numero di occupati è diminuito di 8mila unità rispetto a dicembre e di 330mila rispetto ai 12 mesi precedenti.

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